saggi e articoli

SARS-CoV-2 e salute circolare:

un’occasione per ripensare il rapporto tra sapiens e gli animali non umani, Notizie di Politeia, XXXVII (142), 2021, pp. 3-10

La pandemia di SARS-CoV-2 è probabilmente la principale minaccia sanitaria del 21° secolo. La maggior parte degli agenti patogeni sono zoonotici e l’emergere di un nuovo microrganismo minaccioso dipende strettamente dal modo in cui noi, come specie, stabiliamo relazioni con la natura nel suo insieme. La nostra salute dovrebbe essere considerata un sistema integrato in cui ogni componente ha la sua parte: individui, società nel suo insieme, animali non umani, ambiente, ecc. Questo nuovo approccio alla salute è stato chiamato una salute unica. L’Etica Applicata potrebbe dare un importante contributo alla fondazione di questo nuovo approccio.

luca lo sapio

In primo luogo, potrebbe formulare argomenti a favore di una maggiore attenzione al benessere degli animali non umani. In secondo luogo, potrebbe insistere sulla riformulazione del concetto stesso di “comunità morale”. Questa riformulazione potrebbe rivelare un nuovo approccio in cui gli animali non umani non sono solo inclusi nella nostra comunità morale, perché è il concetto stesso di “comunità morale” che viene rimodellato nelle sue radici.

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Dalla sacralità alla qualità della vita.

La bioetica cattolica nell’era della Covid-19, Quaderni di diritto e politica ecclesiastica, Speciale 2021, pp. 137-149

luca lo sapio

La Covid-19 è una grande sfida per la trasformazione della specie umana. In particolare, la salute e la malattia dovrebbero essere ripensate dal momento che c’è urgenza di rimodellare le nostre strategie di azione. L’uso di categorie come “bioetica cattolica e bioetica laica” o “etica della sacralità della vita ed etica della qualità della vita”, alla luce delle ultime novità, risponde solo in parte alle esigenze di perimetrazione del dibattito in corso.Nuove categorie, infatti, stanno guadagnando terreno: biorealismo e bionegazionismo. Il biorealismo si riferisce all’atteggiamento di coloro che riconoscono lo stato attuale della situazione del nostro pianeta e si sforzano di trovare soluzioni per uscire dall’impasse; il bionegazionismo, invece, si riferisce a coloro che rifiutano l’idea che siamo prossimi a una catastrofe globale e cercano di difendere lo status quo.

L’idea che il dibattito in corso non sia più prevalentemente inquadrabile attraverso la contrapposizione tra laici e cattolici e tra un’etica della sacralità e un’etica della qualità della vita implica che una nuova stagione di dialogo sia possibile.

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La carne sintetica

un volano per costruire un nuovo rapporto tra sapiens e gli animali non umani, S&F_22, 2019, pp. 70-100

Il consumo di carne rappresenta un elemento chiave delle nostre diete. La produzione di carne, d’altro canto, fornisce occupazione a centinaia di migliaia di lavoratori, oltre a essere, soprattutto in alcune regioni, marchio distintivo e brand culturale. Tuttavia, soprattutto gli allevamenti intensivi, sono associati all’emissione di gas serra, al consumo di suolo e acqua, all’inquinamento delle falde acquifere. Inoltre, il trattamento crudele degli animali non umani negli allevamenti industriali pone in primo piano la questione dell’animal welfare. In definitiva, il consumo eccessivo di carne può costituire un pericolo per la salute umana, l’ambiente e il benessere degli animali.

luca lo sapio

In questo saggio avanzo l’idea che la carne in vitro potrebbe costituire una soluzione appropriata, benché non esclusiva, per ognuno di questi problemi. Nella prima parte del saggio mi concentro sull’etica animale. In particolare, analizzo la questione dello status morale degli animali non umani. Nella seconda parte prendo in esame i principali argomenti contro l’uso della carne in vitro. Concludo affermando che la carne in vitro dovrebbe essere promossa, nonostante alcune criticità siano innegabili.

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Bergoglio e la bioetica:

Considerazioni e spunti di riflessione, Notizie di Politeia, 130, 2018, p. 187-192

luca lo sapio

Nell’intervento mi confronto con alcuni studiosi sui temi discussi nel volume Bioetica cattolica e bioetica laica nell’era di papa Francesco. Che cosa è cambiato?. Qui metto in evidenza come la caratteristica principale del pontificato di Francesco consiste nel rifiuto di mettere al centro della propria azione pastorale il richiamo a principi assoluti e valori non negoziabili. Questa strategia consente a Bergoglio di evitare le secche di una sterile contrapposizione tra laici e cattolici e permette di dedicare maggiore attenzione alla dimensione concreta dell’esistenza con i suoi problemi e le sue intime contraddizioni. Per riprendere una formula che utilizzo nel contributo papa Francesco si muove in una cornice di rottura nella continuità e continuità nella rottura. Da un lato, infatti, non intende proporre una riforma dei principi cardine della dottrina del Magistero.

Pertanto, si muove in continuità con i suoi predecessori. Tuttavia, la maggiore attenzione alla dimensione pastorale, la parziale riforma dell’agenda bioetica – con lo spostamento di focus da aborto, sperimentazione sugli embrioni, fine vita, etc. a temi di etica sociale e ambientale – e il richiamo all’amore, come elemento che precede i principi assoluti e i valori non negoziabili (cfr. Misericordia et misera) rappresentano una forma di rottura le cui conseguenze sono ancora in parte da valutare

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Il caso Charlie Gard

Tra Child's best interest e futilità dei trattamenti medici, Bioetica. Rivista Interdisciplinare, vol. 2-3, 2017, p. 271-292

La vicenda di Charlie Gard ha avuto vasta risonanza nei media e ha generato prese di posizione in favore o contro la decisione di non ammettere il bambino alla terapia sperimentale e sospendere i trattamenti di supporto vitale. In questo intervento fornirò una breve ricostruzione della vicenda evidenziando sia gli aspetti giuridici sia quelli mediatici. Metterò poi a fuoco alcuni concetti e analizzerò talune prese di posizione emerse nel dibattito accademico. Infine, proporrò una riflessione sull’urgenza di trovare un approccio che metta in grado di bilanciare interessi e punti di vista dei soggetti coinvolti in scenari medici complessi, con particolare riguardo all’opportunità di gestire con discernimento casi come quello di Charlie, per evitare che possano prevalere, nella…

luca lo sapio

…formulazione di giudizi relativi alla sospensione di trattamenti per il sostegno vitale, solo componenti oggettive (il quadro clinico) o solo componenti soggettive (l’approccio emozionale dei genitori).

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Human enhancement.

Chiarificazioni e precisazioni su un annoso dibattito, Logos, 11, 2016, pp. 111-120

luca lo sapio

Bioconservatori e bioprogressisti. Due opposte fazioni l’un contro l’altra armate. Eppure, quando discutiamo di potenziamento, cioè dell’utilizzo delle tecnologie biomediche per migliorare tratti e caratteristiche della nostra specie, tutti dovremmo essere favorevoli. Dopotutto stiamo parlando della possibilità di fornire agli individui e, potenzialmente, a sapiens nuovi strumenti per aumentare le proprie chances di persistenza sul pianeta. Se emergono tutti questi contrasti, forse, c’è qualche equivoco di fondo che alligna innanzitutto nel linguaggio e nell’uso che facciamo di alcuni termini-chiave del dibattito.

Il saggio intende mettere a fuoco

il problema

di trovare per il termine

enhancement

la corretta collocazione semantica, evitando di associarlo al mero potenziamento (in termini quantitativi) e collocandolo nella sfera della

possibilità d’essere

, cioè dell’ampliamento delle posture attraverso le quali la nostra specie si interfaccia con il mondo-ambiente e prova a ricavare al suo interno uno spazio sicuro per il proprio sviluppo

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Libero arbitrio e neuroscienze.

Verso un modello naturalistico delle scelte coscienti, Rivista Internazionale di Filosofia e Psicologia, 6, 2015, pp. 514-527

Il presente contributo intende esplorare la possibilità di una ridefinizione del concetto di libertà alla luce di un quadro naturalistico di riferimento. Per un verso, si rileva come le concezioni della libertà che cercano di salvaguardare una posizione dell’uomo estranea al naturalismo sono contrassegnate da una componente “quasi-teologica”; per altro verso, si analizzano due importanti teorie elaborate in ambito neurobiologico (epigenesi per stabilizzazione selettiva delle sinapsi e darwinismo neurale) per mettere in evidenza come la libertà, non intesa come liberum arbitrium indifferentiae, possa avere…

luca lo sapio

… un inquadramento più preciso come capacità di scelta a partire da percorsi esperienziali stabilizzati nella trama di vita di un soggetto. Considerata da questa prospettiva, la libertà sarà l’espressione della capacità di ciascun individuo di essere se stesso in una determinata situazione della propria esperienza di vita.

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Bioetica laica e bioetica cattolica:

slogan ideologici o paradigmi reali? Considerazioni su un annoso dibattito, Bioetica. Rivista interdisciplinare, 1-2, 2014, pp.146-154

luca lo sapio

La contrapposizione tra un’etica della sacralità e indisponibilità della vita e un’etica della qualità e disponibilità della vita (nelle sue incarnazioni storiche della bioetica cattolica ufficiale e della bioetica laico-secolare) ha vissuto, soprattutto durante i pontificati di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, un’accelerazione notevole. Nonostante siano ancora molti gli autori che rifiutano l’idea dei paradigmi contrapposti le evidenze provenienti dal dibattito bioetico in Italia, ma non solo, forniscono indicazioni inequivocabili. L’articolo mira a fornire un contributo a tale dibattito, riprendendo in parte le analisi sviluppate da Giovanni Fornero

SARS-CoV-2 e salute circolare:

un’occasione per ripensare il rapporto tra sapiens e gli animali non umani
Notizie di Politeia, XXXVII (142), 2021, pp. 3-10

La pandemia di SARS-CoV-2 è probabilmente la principale minaccia sanitaria del 21° secolo. La maggior parte degli agenti patogeni sono zoonotici e l’emergere di un nuovo microrganismo minaccioso dipende strettamente dal modo in cui noi, come specie, stabiliamo relazioni con la natura nel suo insieme. La nostra salute dovrebbe essere considerata un sistema integrato in cui ogni componente ha la sua parte: individui, società nel suo insieme, animali non umani, ambiente, ecc. Questo nuovo approccio alla salute è stato chiamato una salute unica. L’Etica Applicata potrebbe dare un importante contributo alla fondazione di questo nuovo approccio.

In primo luogo, potrebbe formulare argomenti a favore di una maggiore attenzione al benessere degli animali non umani. In secondo luogo, potrebbe insistere sulla riformulazione del concetto stesso di “comunità morale”. Questa riformulazione potrebbe rivelare un nuovo approccio in cui gli animali non umani non sono solo inclusi nella nostra comunità morale, perché è il concetto stesso di “comunità morale” che viene rimodellato nelle sue radici.

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luca lo sapio
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Dalla sacralità alla qualità della vita.

La bioetica cattolica nell’era della Covid-19, Quaderni di diritto e politica ecclesiastica, Speciale 2021, pp. 137-149

La Covid-19 è una grande sfida per la trasformazione della specie umana. In particolare, la salute e la malattia dovrebbero essere ripensate dal momento che c’è urgenza di rimodellare le nostre strategie di azione. L’uso di categorie come “bioetica cattolica e bioetica laica” o “etica della sacralità della vita ed etica della qualità della vita”, alla luce delle ultime novità, risponde solo in parte alle esigenze di perimetrazione del dibattito in corso.

Nuove categorie, infatti, stanno guadagnando terreno: biorealismo e bionegazionismo. Il biorealismo si riferisce all’atteggiamento di coloro che riconoscono lo stato attuale della situazione del nostro pianeta e si sforzano di trovare soluzioni per uscire dall’impasse; il bionegazionismo, invece, si riferisce a coloro che rifiutano l’idea che siamo prossimi a una catastrofe globale e cercano di difendere lo status quo. L’idea che il dibattito in corso non sia più prevalentemente inquadrabile attraverso la contrapposizione tra laici e cattolici e tra un’etica della sacralità e un’etica della qualità della vita implica che una nuova stagione di dialogo sia possibile.

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La carne sintetica

un volano per costruire un nuovo rapporto tra sapiens e gli animali non umani, S&F_22, 2019, pp. 70-100

Il consumo di carne rappresenta un elemento chiave delle nostre diete. La produzione di carne, d’altro canto, fornisce occupazione a centinaia di migliaia di lavoratori, oltre a essere, soprattutto in alcune regioni, marchio distintivo e brand culturale. Tuttavia, soprattutto gli allevamenti intensivi, sono associati all’emissione di gas serra, al consumo di suolo e acqua, all’inquinamento delle falde acquifere. Inoltre, il trattamento crudele degli animali non umani negli allevamenti industriali pone in primo piano la questione dell’animal welfare. In definitiva, il consumo eccessivo di carne può costituire un pericolo per la salute umana, l’ambiente e il benessere degli animali.

In questo saggio avanzo l’idea che la carne in vitro potrebbe costituire una soluzione appropriata, benché non esclusiva, per ognuno di questi problemi. Nella prima parte del saggio mi concentro sull’etica animale. In particolare, analizzo la questione dello status morale degli animali non umani. Nella seconda parte prendo in esame i principali argomenti contro l’uso della carne in vitro. Concludo affermando che la carne in vitro dovrebbe essere promossa, nonostante alcune criticità siano innegabili.

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luca lo sapio

Bergoglio e la bioetica:

considerazioni e spunti di riflessione, Notizie di Politeia, 130, 2018, p. 187-192

Nell’intervento mi confronto con alcuni studiosi sui temi discussi nel volume Bioetica cattolica e bioetica laica nell’era di papa Francesco. Che cosa è cambiato?. Qui metto in evidenza come la caratteristica principale del pontificato di Francesco consiste nel rifiuto di mettere al centro della propria azione pastorale il richiamo a principi assoluti e valori non negoziabili. Questa strategia consente a Bergoglio di evitare le secche di una sterile contrapposizione tra laici e cattolici e permette di dedicare maggiore attenzione alla dimensione concreta dell’esistenza con i suoi problemi e le sue intime contraddizioni. Per riprendere una formula che utilizzo nel contributo papa Francesco si muove in una cornice di rottura nella continuità e continuità nella rottura.

Da un lato, infatti, non intende proporre una riforma dei principi cardine della dottrina del Magistero. Pertanto, si muove in continuità con i suoi predecessori. Tuttavia, la maggiore attenzione alla dimensione pastorale, la parziale riforma dell’agenda bioetica – con lo spostamento di focus da aborto, sperimentazione sugli embrioni, fine vita, etc. a temi di etica sociale e ambientale – e il richiamo all’amore, come elemento che precede i principi assoluti e i valori non negoziabili (cfr. Misericordia et misera) rappresentano una forma di rottura le cui conseguenze sono ancora in parte da valutare.

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Il caso Charlie Gard

tra Child's best interest e futilità dei trattamenti medici, Bioetica. Rivista Interdisciplinare, vol. 2-3, 2017, p. 271-292

La vicenda di Charlie Gard ha avuto vasta risonanza nei media e ha generato prese di posizione in favore o contro la decisione di non ammettere il bambino alla terapia sperimentale e sospendere i trattamenti di supporto vitale. In questo intervento fornirò una breve ricostruzione della vicenda evidenziando sia gli aspetti giuridici sia quelli mediatici. Metterò poi a fuoco alcuni concetti e analizzerò talune prese di posizione emerse nel dibattito accademico.

Infine, proporrò una riflessione sull’urgenza di trovare un approccio che metta in grado di bilanciare interessi e punti di vista dei soggetti coinvolti in scenari medici complessi, con particolare riguardo all’opportunità di gestire con discernimento casi come quello di Charlie, per evitare che possano prevalere, nella formulazione di giudizi relativi alla sospensione di trattamenti per il sostegno vitale, solo componenti oggettive (il quadro clinico) o solo componenti soggettive (l’approccio emozionale dei genitori).

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luca lo sapio

Human enhancement.

Chiarificazioni e precisazioni su un annoso dibattito, Logos, 11, 2016, pp. 111-120

Bioconservatori e bioprogressisti. Due opposte fazioni l’un contro l’altra armate. Eppure, quando discutiamo di potenziamento, cioè dell’utilizzo delle tecnologie biomediche per migliorare tratti e caratteristiche della nostra specie, tutti dovremmo essere favorevoli. Dopotutto stiamo parlando della possibilità di fornire agli individui e, potenzialmente, a sapiens nuovi strumenti per aumentare le proprie chances di persistenza sul pianeta. Se emergono tutti questi contrasti, forse, c’è qualche equivoco di fondo che alligna innanzitutto nel linguaggio…

…e nell’uso che facciamo di alcuni termini-chiave del dibattito. Il saggio intende mettere a fuoco il problema di trovare per il termine enhancement la corretta collocazione semantica, evitando di associarlo al mero potenziamento (in termini quantitativi) e collocandolo nella sfera della possibilità d’essere, cioè dell’ampliamento delle posture attraverso le quali la nostra specie si interfaccia con il mondo-ambiente e prova a ricavare al suo interno uno spazio sicuro per il proprio sviluppo

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Verso un modello naturalistico delle scelte coscienti, Rivista Internazionale di Filosofia e Psicologia, 6, 2015, pp. 514-527

Il presente contributo intende esplorare la possibilità di una ridefinizione del concetto di libertà alla luce di un quadro naturalistico di riferimento. Per un verso, si rileva come le concezioni della libertà che cercano di salvaguardare una posizione dell’uomo estranea al naturalismo sono contrassegnate da una componente “quasi-teologica”; per altro verso, si analizzano due importanti teorie elaborate in ambito neurobiologico (epigenesi per stabilizzazione selettiva delle sinapsi e darwinismo neurale)…

per mettere in evidenza come la libertà, non intesa come liberum arbitrium indifferentiae, possa avere un inquadramento più preciso come capacità di scelta a partire da percorsi esperienziali stabilizzati nella trama di vita di un soggetto. Considerata da questa prospettiva, la libertà sarà l’espressione della capacità di ciascun individuo di essere se stesso in una determinata situazione della propria esperienza di vita.

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Bioetica laica e bioetica cattolica:

slogan ideologici o paradigmi reali? Considerazioni su un annoso dibattito, Bioetica. Rivista interdisciplinare, 1-2, 2014, pp.146-154

La contrapposizione tra un’etica della sacralità e indisponibilità della vita e un’etica della qualità e disponibilità della vita (nelle sue incarnazioni storiche della bioetica cattolica ufficiale e della bioetica laico-secolare) ha vissuto, soprattutto durante i pontificati di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, un’accelerazione notevole. Nonostante siano ancora molti gli autori che rifiutano l’idea dei paradigmi contrapposti le evidenze provenienti dal dibattito bioetico in Italia, ma non solo, forniscono indicazioni inequivocabili. L’articolo mira a fornire un contributo a tale dibattito, riprendendo in parte le analisi sviluppate da Giovanni Fornero

Luca Lo Sapio

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