monografie

Cambia la tua vita o affronta l’estinzione

Introduzione a un'etica per la fine del mondo, Tabedizioni, Roma 2022, Vol. 1, pp. 308

luca lo sapio

Nulla è per sempre. Ogni specie vivente è destinata a estinguersi. L’estinzione accompagna la storia della Terra fin da quando, circa 3,7 miliardi di anni fa, il primo organismo unicellulare (Luca, Last universal common ancestor) fece la propria comparsa sul Pianeta. Oltre alle estinzioni di fondo usuali, tuttavia, la biostoria ha anche assistito a catastrofi globali durante le quali la biodiversità marina e terrestre è collassata. Si tratta delle cosiddette Big Five, le cinque grandi estinzioni di massa. La rapida perdita di biodiversità su scala globale alla quale stiamo assistendo ha spinto molti studiosi a metterci in guardia sui rischi di una Sesta estinzione di massa. In tale scenario, l’etica è chiamata a un ingaggio diretto con il tema dell’estinzione per la costruzione di nuove piattaforme di narrazione…

e autonarrazione dell’umano e per la strutturazione di modelli normativi adeguati alle sfide che incombono. Attraverso una riflessione che si snoda attraverso tre tappe – etica, bioetica ed ecobioetica – l’autore ci immette sui sentieri di un’etica dell’estinzione che si configura come un appello alla mobilitazione individuale e collettiva per la salvaguardia della nostra permanenza sul Pianeta. Il volume è inteso come introduzione a un’etica dell’estinzione che troverà il suo completamento con il volume 2 Rischio esistenziale ed etica di specie nell’epoca delle biotecnologie

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SARS-CoV-2.

Questioni bioetiche, Tabedizioni, Roma 2021, pp. 240

La pandemia da Sars-CoV-2 è un evento spartiacque nella storia di sapiens la cui portata richiede, probabilmente, una ristrutturazione delle nostre posture morali e una messa in discussione delle forme di organizzazione della polis umana. Nel volume mi confronto con le principali problematiche etiche sollevate dalla diffusione di SARS-CoV-2: le strategie di politica sanitaria adottate dai vari Paesi, i meccanismi di controllo posti in essere con i lockdown, la distribuzione dei vaccini, l’allocazione delle risorse sanitarie (su tutti il triage per l’ammissione alle Unità di terapia intensiva), l’utilizzo delle app di tracciamento per la ricostruzione della filiera del contagio, il consenso informato, l’eutanasia e il suicidio assistito ai tempi del Covid, …

luca lo sapio

l’ageismo nel trattamento delle varie coorti generazionali per la mitigazione del contagio, le responsabilità degli attori pubblici nella comunicazione, la creazione de novo di agenti patogeni in laboratorio per lo studio e la prevenzione delle malattie infettive….. Oltre a queste linee di approfondimento, nel volume tratto il Covid come un precursore di rischio esistenziale, un evento che pur non avendo il potenziale di annichilire la nostra specie è in grado di provocare drastici cambiamenti nelle modalità di strutturazione della polis umana. Il lavoro è concepito come un capitolo preliminare di una riflessione etico-filosofica sull’estinzione di sapiens, una specie che a causa dei limiti rappresentati dalla propria psicologia morale e dalla propria morale di senso comune non riesce a fronteggiare adeguatamente ciò che si presenta con i caratteri dell’iperoggettualità, cioè con tutto ciò che sfugge a una rappresentazione immediata e che, per le sue proprietà, richiederebbe un approccio meta-individuale e la strutturazione di politiche di governance globali al momento del tutto assenti

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Pazienti incapaci tra decisioni
anticipate e identità narrativa.

Che cosa resta di ciascuno di noi?, Vicolo del Pavone, Tortona (AL) 2020, pp. 112

luca lo sapio

Gli sviluppi della biomedicina nel XX e XXI secolo hanno generato una trasformazione radicale nel modo di intendere gli istanti finali della propria esistenza. L’emergere di patologie cronico-degenerative e di stati clinici come il vegetativo permanente hanno posto al centro dell’attenzione l’opportunità di concepire strumenti efficaci per consentire a pazienti o potenziali pazienti di esprimere ora per allora la propria volontà sui trattamenti medici da ricevere in caso di sopravvenuta incapacità. Questo volume suggerisce alcuni percorsi per stabilire una più solida fondazione per le cosiddette decisioni anticipate e per la volontà precedentemente espressa: l’identità…

narrativa è ciò che resta di ciascuno di noi e che costituisce l’orizzonte al quale guardare per estendere il consenso informato al di là del presente e dell’autonomia attuale di un paziente. Nel volume sono presenti incursioni su temi di Metafisica analitica, con particolare attenzione all’identity problem over time, e l’utilizzo di alcuni esperimenti mentali che spero possano avvicinare il lettore allo studio e all’approfondimento dell’Etica applicata, uno dei settori più affascinanti della riflessione morale.

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La difficile condizione umana.

Uno sguardo disincantato alle maggiori domande esistenziali, a cura di L. Lo Sapio, Giannini Editore, Napoli 2020, pp. 272

David Benatar è tra i maggiori esponenti mondiali dell’antinatalismo e uno dei più impegnati sostenitori del pessimismo contemporaneo, in ideale compagnia con autori come Thomas Ligotti, Julio Cabrera e Emil Cioran. Nel 2018 ho avuto il piacere di entrare in corrispondenza con lui, enigmatico autore di Better never to have been. The harm of coming into existence, unico filosofo al mondo, tra quelli di un certo calibro, che è riuscito a evitare che rimanessero di sé tracce video. Non esistono foto di David, né filmati, solo una voce che, con rigorose argomentazioni, esprime l’angoscia dell’uomo di fronte ai mali dell’esistenza.

luca lo sapio

Nel volume The human predicament. A candid guide to life’s biggest questions, che ho avuto il piacere di tradurre per l’edizione italiana e accompagnare con un saggio introduttivo, David, pur mantenendo sullo sfondo le sue riflessioni sull’antinatalismo e l’estinzione umana programmata, si è concentrato su alcune linee di riflessione che egli stesso, in altri lavori, ha definito di esistenzialismo analitico. Bisogna preferire per la conduzione della propria esistenza un approccio pessimistico o ottimistico? La nostra vita ha senso dal punto di vista cosmico? E in caso di risposta negativa, può avere senso da un punto di vista più ristretto, terrestre? I giudizi che formuliamo sulla qualità delle nostre vite sono attendibili? La morte è un male per colui che muore o è un male solo per coloro i quali restano in vita? Vivere per sempre sarebbe un bene? Il suicidio è sempre un atto moralmente da condannare? Queste e altre questioni attraversano le pagine del filosofo sudafricano che pur convinto dell’adagio per cui sarebbe meglio non essere mai nati, si preoccupa di riflettere su quali strategie potrebbero aiutare coloro i quali sono già venuti al mondo a condurre delle vite che siano degne di continuare.

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Bioetica cattolica e bioetica laica nell’era di papa Francesco.

Che cosa è cambiato?, Utet, Milano 2017, pp. 256

luca lo sapio

In Bioetica cattolica e bioetica laica nell’era di papa Francesco. Che cosa è cambiato? rifletto sulle trasformazioni intervenute, soprattutto in area cattolica, a partire dal 2013 quando Bergoglio è salito, con il nome di Francesco, al soglio pontificio. Gli aspri scontri tra laici e cattolici che si erano registrati durante i pontificati di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI sembravano cedere il passo a una nuova stagione in cui il dialogo e una genuina possibilità di confronto erano al centro dell’agenda.L’etica della sacralità della vita e l’etica della qualità della vita che avevano trovato una loro incarnazione storica nella bioetica cattolica ufficiale e nella bioetica laico-secolare e che erano state alla base di accesi scontri, Eluana Englaro o Piergiorgio Welby su tutti, non retrocedevano al cospetto delle novità introdotte da papa Francesco.

Piuttosto si collocavano entro una nuova cornice. I principi della indisponibilità della vita e della sua sacralità, il tema dei valori non negoziabili, il richiamo alla dignità intrinseca della persona, le battaglie contro l’aborto volontario e l’eutanasia, pur non scomparendo dai radar venivano ripensate a partire da nuove coordinate, con un’agenda bioetica che si strutturava sempre più intorno a temi sociali e ambientali e in cui il richiamo alla dottrina e ai capisaldi del personalismo ontologicamente fondato erano posti sullo sfondo. Dunque, il volume, che si pone in ideale continuità con le analisi sviluppate da Giovanni Fornero in volumi come Bioetica cattolica bioetica laica,Laicità debole e laicità forte, rappresenta uno sviluppo della questione-cardine del confronto/scontro tra paradigmi in bioetica, rifiutando sia l’idea che la contrapposizione tra etica della qualità della vita ed etica della sacralità della vita (nelle incarnazioni storiche della bioetica cattolica ufficiale e della bioetica laico-secolare) sia superata sia l’idea che tale contrapposizione si collochi entro lo stesso perimetro degli anni di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI

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Potenziamento e destino dell’uomo

Itinerari per una filosofia dell’enhancement, Il Melangolo, Genova 2015.

Il dibattito sul potenziamento umano attraverso l’impiego di biotecnologie è oggetto di interesse dell’Etica applicata dagli anni Duemila, pur avendo ricevuto attenzione anche nella seconda metà del Ventesimo secolo, almeno a partire dagli sviluppi dell’ingegneria genetica e delle biotecnologie mediche. Nel corso degli anni, la discussione si è sempre più polarizzata intorno a due posizioni-tipo, il bioconservatorismo e il bioprogressismo, che hanno incarnato le opposte visioni, tecno-scettica e tecno-ottimista, sul ruolo della tecnologia per l’auto-trasformazione di sapiens. Con Potenziamento e destino dell’uomo ho cercato di dare forma sistematica a riflessioni che mi hanno occupato durante gli anni del Dottorato di ricerca in Bioetica. 

luca lo sapio
In particolare, il tentativo che anima il Volume è provare a trovare una terza via rispetto ad una immediata presa di posizione contro o a favore dell’uso delle biotecnologie per migliorare tratti e caratteristiche specie-tipiche di sapiens, usando da un lato il metodo della genealogia, ossia la ricostruzione storico-concettuale, dall’altro l’analisi concettuale in senso stretto. Dalle linee di riflessione sviluppate dovrebbe emergere che sapiens è caratterizzato da una tendenza all’autotrasformazione e che la medicina non è solo scienza della cura ma, soprattutto alla luce della evaporazione di una dimensione spirituale distinta da quella corporea, scienza della trasformazione e alterazione di sapiens in vista del miglioramento della sua condizione. Nel Volume, inoltre, metto in evidenza alcune criticità presenti sia nella posizione bioconservatrice sia nella posizione bioprogressista, le quali non sembrano fare i conti fino in fondo con i capisaldi della teoria evoluzionista, nel primo caso veicolando un’immagine dell’uomo statica, nel secondo caso introducendo un’idea di tèlos che contrasta con l’impianto di fondo del darwinismo e dei suoi successivi sviluppi  
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luca lo sapio

Cambia la tua vita o affronta l’estinzione

introduzione a un'etica per a fine
del mondo, Tabedizioni, Roma 2022, Vol. 1, pp. 308

Nulla è per sempre. Ogni specie vivente è destinata a estinguersi. L’estinzione accompagna la storia della Terra fin da quando, circa 3,7 miliardi di anni fa, il primo organismo unicellulare (Luca, Last universal common ancestor) fece la propria comparsa sul Pianeta. Oltre alle estinzioni di fondo usuali, tuttavia, la biostoria ha anche assistito a catastrofi globali durante le quali la biodiversità marina e terrestre è collassata. Si tratta delle cosiddette Big Five, le cinque grandi estinzioni di massa.

La rapida perdita di biodiversità su scala globale alla quale stiamo assistendo ha spinto molti studiosi a metterci in guardia sui rischi di una Sesta estinzione di massa. In tale scenario, l’etica è chiamata a un ingaggio diretto con il tema dell’estinzione per la costruzione di nuove piattaforme di narrazione e autonarrazione dell’umano e per la strutturazione di modelli normativi adeguati alle sfide che incombono. Attraverso una riflessione che si snoda attraverso tre tappe – etica, bioetica ed ecobioetica – l’autore ci immette sui sentieri di un’etica dell’estinzione che si configura come un appello alla mobilitazione individuale e collettiva per la salvaguardia della nostra permanenza sul Pianeta. Il volume è inteso come introduzione a un’etica dell’estinzione che troverà il suo completamento con il volume 2 Rischio esistenziale ed etica di specie nell’epoca delle biotecnologie

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SARS-CoV-2.

Questioni bioetiche, Tabedizioni, Roma 2021, pp. 240

La pandemia da Sars-CoV-2 è un evento spartiacque nella storia di sapiens la cui portata richiede, probabilmente, una ristrutturazione delle nostre posture morali e una messa in discussione delle forme di organizzazione della polis umana. Nel volume mi confronto con le principali problematiche etiche sollevate dalla diffusione di SARS-CoV-2: le strategie di politica sanitaria adottate dai vari Paesi, i meccanismi di controllo posti in essere con i lockdown, la distribuzione dei vaccini, l’allocazione delle risorse sanitarie (su tutti il triage per l’ammissione alle Unità di terapia intensiva), l’utilizzo delle app di tracciamento per la ricostruzione della filiera del contagio, il consenso informato, l’eutanasia e il suicidio assistito ai tempi del Covid, l’ageismo nel trattamento delle varie coorti generazionali per la mitigazione del contagio, le responsabilità degli attori pubblici nella comunicazione, la creazione de novo di agenti patogeni in laboratorio per lo studio e la prevenzione delle malattie infettive…..

Oltre a queste linee di approfondimento, nel volume tratto il Covid come un precursore di rischio esistenziale, un evento che pur non avendo il potenziale di annichilire la nostra specie è in grado di provocare drastici cambiamenti nelle modalità di strutturazione della polis umana. Il lavoro è concepito come un capitolo preliminare di una riflessione etico-filosofica sull’estinzione di sapiens, una specie che a causa dei limiti rappresentati dalla propria psicologia morale e dalla propria morale di senso comune non riesce a fronteggiare adeguatamente ciò che si presenta con i caratteri dell’iperoggettualità , cioè con tutto ciò che sfugge a una rappresentazione immediata e che, per le sue proprietà, richiederebbe un approccio meta-individuale e la strutturazione di politiche di governance globali al momento del tutto  assenti

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Pazienti incapaci tra decisioni anticipate e identità narrativa.

Che cosa resta di ciascuno di noi?, Vicolo del Pavone, Tortona (AL) 2020, pp. 112

Gli sviluppi della biomedicina nel XX e XXI secolo hanno generato una trasformazione radicale nel modo di intendere gli istanti finali della propria esistenza. L’emergere di patologie cronico-degenerative e di stati clinici come il vegetativo permanente hanno posto al centro dell’attenzione l’opportunità di concepire strumenti efficaci per consentire a pazienti o potenziali pazienti di esprimere ora per allora la propria volontà sui trattamenti medici da ricevere in caso di sopravvenuta incapacità.

Questo volume suggerisce alcuni percorsi per stabilire una più solida fondazione per le cosiddette decisioni anticipate e per la volontà precedentemente espressa: l’identità narrativa è ciò che resta di ciascuno di noi e che costituisce l’orizzonte al quale guardare per estendere il consenso informato al di là del presente e dell’autonomia attuale di un paziente. Nel volume sono presenti incursioni su temi di Metafisica analitica, con particolare attenzione all’identity problem over time, e l’utilizzo di alcuni esperimenti mentali che spero possano avvicinare il lettore allo studio e all’approfondimento dell’Etica applicata, uno dei settori più affascinanti della riflessione morale.

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La difficile condizione umana.

Uno sguardo disincantato alle maggiori domande esistenziali, a cura di L. Lo Sapio, Giannini Editore, Napoli 2020, pp. 272

David Benatar è tra i maggiori esponenti mondiali dell’antinatalismo e uno dei più impegnati sostenitori del pessimismo contemporaneo, in ideale compagnia con autori come Thomas Ligotti, Julio Cabrera e Emil Cioran. Nel 2018 ho avuto il piacere di entrare in corrispondenza con lui, enigmatico autore di Better never to have been. The harm of coming into existence, unico filosofo al mondo, tra quelli di un certo calibro, che è riuscito a evitare che rimanessero di sé tracce video. Non esistono foto di David, né filmati, solo una voce che, con rigorose argomentazioni, esprime l’angoscia dell’uomo di fronte ai mali dell’esistenza.

Nel volume The human predicament. A candid guide to life’s biggest questions, che ho avuto il piacere di tradurre per l’edizione italiana e accompagnare con un saggio introduttivo, David, pur mantenendo sullo sfondo le sue riflessioni sull’antinatalismo e l’estinzione umana programmata, si è concentrato su alcune linee di riflessione che egli stesso, in altri lavori, ha definito di esistenzialismo analitico. Bisogna preferire per la conduzione della propria esistenza un approccio pessimistico o ottimistico? La nostra vita ha senso dal punto di vista cosmico? E in caso di risposta negativa, può avere senso da un punto di vista più ristretto, terrestre? I giudizi che formuliamo sulla qualità delle nostre vite sono attendibili? La morte è un male per colui che muore o è un male solo per coloro i quali restano in vita? Vivere per sempre sarebbe un bene? Il suicidio è sempre un atto moralmente da condannare? Queste e altre questioni attraversano le pagine del filosofo sudafricano che pur convinto dell’adagio per cui sarebbe meglio non essere mai nati, si preoccupa di riflettere su quali strategie potrebbero aiutare coloro i quali sono già  venuti al mondo a condurre delle vite che siano degne di continuare.

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luca lo sapio

Bioetica cattolica e bioetica laica nell’era di papa Francesco.

Che cosa è cambiato?, Utet, Milano 2017, pp. 256

In Bioetica cattolica e bioetica laica nell’era di papa Francesco. Che cosa è cambiato? rifletto sulle trasformazioni intervenute, soprattutto in area cattolica, a partire dal 2013 quando Bergoglio è salito, con il nome di Francesco, al soglio pontificio. Gli aspri scontri tra laici e cattolici che si erano registrati durante i pontificati di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI sembravano cedere il passo a una nuova stagione in cui il dialogo e una genuina possibilità di confronto erano al centro dell’agenda.

L’etica della sacralità della vita e l’etica della qualità della vita che avevano trovato una loro incarnazione storica nella bioetica cattolica ufficiale e nella bioetica laico-secolare e che erano state alla base di accesi scontri, Eluana Englaro o Piergiorgio Welby su tutti, non retrocedevano al cospetto delle novità introdotte da papa Francesco. Piuttosto si collocavano entro una nuova cornice. I principi della indisponibilità della vita e della sua sacralità, il tema dei valori non negoziabili, il richiamo alla dignità intrinseca della persona, le battaglie contro l’aborto volontario e l’eutanasia, pur non scomparendo dai radar venivano ripensate a partire da nuove coordinate, con un’agenda bioetica che si strutturava sempre più intorno a temi sociali e ambientali e in cui il richiamo alla dottrina e ai capisaldi del personalismo ontologicamente fondato erano posti sullo sfondo. Dunque, il volume, che si pone in ideale continuità con le analisi sviluppate da Giovanni Fornero in volumi come Bioetica cattolica o bioetica laica, Laicità debole e laicità forte, rappresenta uno sviluppo della questione-cardine del confronto/scontro tra paradigmi in bioetica, rifiutando sia l’idea che la contrapposizione tra etica della qualità della vita ed etica della sacralità della vita (nelle incarnazioni storiche della bioetica cattolica ufficiale e della bioetica laico-secolare) sia superata sia l’idea che tale contrapposizione si collochi entro lo stesso perimetro degli anni di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI

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Itinerari per una filosofia dell’enhancement,
Il Melangolo, Genova 2015.

Il dibattito sul potenziamento umano attraverso l’impiego di biotecnologie è oggetto di interesse dell’Etica applicata dagli anni Duemila, pur avendo ricevuto attenzione anche nella seconda metà del Ventesimo secolo, almeno a partire dagli sviluppi dell’ingegneria genetica e delle biotecnologie mediche. Nel corso degli anni, la discussione si è sempre più polarizzata intorno a due posizioni-tipo, il bioconservatorismo e il bioprogressismo, che hanno incarnato le opposte visioni, tecno-scettica e tecno-ottimista, sul ruolo della tecnologia per l’auto-trasformazione di sapiens. Con Potenziamento e destino dell’uomo ho cercato di dare forma sistematica a riflessioni che mi hanno occupato durante gli anni del Dottorato di ricerca in Bioetica. 

In particolare, il tentativo che anima il Volume è provare a trovare una terza via rispetto ad una immediata presa di posizione contro o a favore dell’uso delle biotecnologie per migliorare tratti e caratteristiche specie-tipiche di sapiens, usando da un lato il metodo della genealogia, ossia la ricostruzione storico-concettuale, dall’altro l’analisi concettuale in senso stretto. Dalle linee di riflessione sviluppate dovrebbe emergere che sapiens è caratterizzato da una tendenza all’autotrasformazione e che la medicina non è solo scienza della cura ma, soprattutto alla luce della evaporazione di una dimensione spirituale distinta da quella corporea, scienza della trasformazione e alterazione di sapiens in vista del miglioramento della sua condizione. Nel Volume, inoltre, metto in evidenza alcune criticità presenti sia nella posizione bioconservatrice sia nella posizione bioprogressista, le quali non sembrano fare i conti fino in fondo con i capisaldi della teoria evoluzionista, nel primo caso veicolando un’immagine dell’uomo statica, nel secondo caso introducendo un’idea di tèlos che contrasta con l’impianto di fondo del darwinismo e dei suoi successivi sviluppi  
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Luca Lo Sapio

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